La difesa preventiva

Cos'è la difesa preventiva?
La difesa preventiva è un comportamento mentale da adottare nella vita di tutti i giorni: si tratta di una serie di atteggiamenti sia verbali sia fisici che, più o meno istintivamente, sono da tenere in una situzione di pericolo per evitare la minaccia, lo scontro o l'aggressione.


pericolo
Per capire questo concetto si può ricorrere ad un espediente preso in prestito dall'ambito militare: il codice a colori. Il codice bianco denota una situazione di assoluta tranquillità e sicurezza dove la probabilità di un'aggressione è assai remota; un esempio è guardare la tv comodamente seduti in casa propria. Il colore giallo prevede un'attenzione maggiore: ancora non si è circondati da pericoli ma si deve essere pronti, come ad esempio durante il lavoro o la lezione in classe. Con il colore arancione si evidenzia l'alto stato di attenzione da tenere perchè ci può essere una situazione in cui dobbiamo rispondere repentinamente ad un'azione esterna: ad esempio in macchina o motorino si deve costantemente controllare il traffico e i pedoni. Ed infine il rosso, la vera situazione di pericolo. Le situazioni di pericolo sono molteplici e variano da persona a persona: camminare in una strada poco illuminata, aspettare l’autobus da soli in un posto isolato, stare all’uscita di un locale, trovarsi tra la folla, caso di incendio o calamità naturale e quasiasi altra condizione di stres giudichiamo pericolosa. Il pericolo è soggettivo, dipende da noi e dall'ambiente che ci circonda.

Come applicare la difesa preventiva?
trafficoIn auto è consigliato chiudere le portiere e non portare oggetti di valore sul sedile del passeggero per evitare la spiacevole situazione di uno scippo fermi al semaforo. Può capitare di imbattersi nella "truffa dello specchietto", quindi porre molta attenzione nel caso di un contatto con un'altra vettura e prima di uscire dalla macchina (che in quel momento è il posto più sicuro) controllare l'altro guidatore. Nelle scuole guida americane consigliano di fermarsi con largo margine dalla macchina che ci precede: una macchina da dietro tamponandoci ci potrebbe bloccare per tentare una rapina, ma avendo uno spazio di manovra si può prevenire l'incidente.
motorinoIn moto (così come a piedi) mai viaggiare con la musica nelle orecchie perchè ci si priva di un senso fondamentale: un esperimento svolto a Times Square ha dimostrato che tutti coloro che ascoltavano la musica non si sono accorti che camminando hanno incrociato numerose volte un pagliaccio in equilibrio su un monociclo. Fare sempre attenzione ad eventuali auto sospette che ci sorpassano più volte; si deve sempre parcheggiare in retromarcia e allacciare il lucchetto guardando la strada, perchè è da lì che arrivano i pericoli.
A piedi è fondamentale capire le distanze: immaginando di essere al centro di un cerchio, si devono mentalmente tracciare delle circonferenze di raggio variabile per capire in quale situazione ci si trova. La distanza più lontana, approssimativamente oltre i 5m, è la distanza di sicurezza oltre la quale devono stare tutti i pericoli che ci circondano. Avvicinandosi si trova la distanza da aggressione di gambe (circa 4m da noi), quindi la distanza da aggressione di pugno (2-3m) ed infine la distanza da prese (inferiore ad 1m).
distanze
Tra noi ed un eventuale aggressore si possono apporre degli ostacoli o dei dissuasori. Invece di incrociare delle persone che potrebbero essere pericolose, si può cambiare marciapiede. Se in un locale la situazione diventa pericolosa, si può uscire fuori, oltre i tavoli e le sedie che rappresentano l'ostacolo che l'eventuale aggressore deve superare.

NB: Leggendo questo articolo non dovrete costantemente vivere nel panico e nel sospetto, dubitando di tutti coloro che vi circondano. Fermatevi un attimo a riflettere al colore della situazione e poi agite di conseguenza; guardatevi attorno e ponete l'attenzione sugli atteggiamenti delle persone, quindi decidete come comportarvi.

Nella savana, il leone, attacca il bufalo adulto o la giovane gazzella? Se già vi sentite una piccola gazzella nella vostra savana quotidiana, cercate di non sembrare anche indifesa, evitando atteggiamenti provocatori nelle situazioni di pericolo. L'aggressore si annida proprio in un ambiente pericoloso puntando la vittima più debole: uno stato psicofisico alterato (come l'ubriachezza), l'essere isolati e un abbigliamento poco consono, possono essere tutti fattori che giocano a favore del malvivente. Essere in compagnia di amici o fuori con il cane, prestare attenzione e scansionare l'ambiente circostante ci possono mettere al riparo scoraggiando l'aggressore a dirigersi verso di noi.

La legittima difesa

Gli articoli scritti in questa sezione di "Pillole di Karate" sono da intendersi solo come linee guida da applicare nella vita di tutti i giorni, per dare la giusta visibilità a cosa realmente è la difesa personale oltre a ciò che si può leggere sui giornali o vedere ai tg a seguito dei fatti di cronaca. Sono consigli scritti da istruttori qualificati CONI di Karate e MGA (Metodo Globale Autodifesa), a seguito di attenti studi di settore e approvate metodologie di allenamento e insegnamento. Coloro che leggeranno queste pagine non devono avere la pretesa di imparare solo con la lettura, così come seguendo lezioni online tramite tutorial o brevi corsi intensivi che promettono il "tutto e subito". Si consiglia di affiancare lo studio su carta ad adeguate lezioni di autodifesa tenute da tecnici certificati in ambienti e contesti sicuri.


Inutile parlare di difesa personale se non si è a conoscenza di cosa effettivamente sono una minaccia o un'aggressione, di come la legge tutela la vittima di un'aggressione, e come si può evitare lo scontro con un aggressore.

Quindi, cosa si intende per autodifesa? L'articolo 52 del Codice Penale Italiano specifica ciò che comunemente viene definita "legittima difesa":

“Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa."

La legittima difesa prevede obbligatoriamente la difesa dell'incolumità propria o altrui a seguito di un pericolo contemporaneo, quindi ci si deve difendere nel momento in cui si subisce l'attacco da una o più persone, tenendo presente che la risposta deve essere proporzionale a ciò che si subisce. L'eccessivo scorrere del tempo può far scadere la legittima difesa in "vendetta": si torna dall'aggressore per vendicare il nostro diritto violato quando avremmo avuto la possibilità istantanea di difendersi.
Considerando i due piatti di una bilancia vanno paragonati tutti gli aspetti che caratterizzano sia l'aggressore che la vittima. L'atteggiamento dell'aggressore può essere semplicemente di minaccia ovvero una richiesta verbale ai danni della vittima, come ad esempio "Dammi il portafoglio!" nel caso di uno scippo, oppure di aggressione vera e propria nel caso in cui ci sia anche un contatto fisico prolungato (una presa ad un polso, una spinta o una trazione, un colpo). L'aggressore può essere a mani nude, armato con un arma convenzionale (da taglio o da fuoco) o occasionale (con lama, con punta, da percossa), può essere solo o in gruppo (il cosidetto "branco"). La vittima può essere visibilmente inferiore se è un giovane o una donna, deve mettere in atto una difesa verbale, ad esempio nel caso di una minaccia, o una difesa fisica, per un'aggressione, ma solo se psicologicamente e atleticamente allenata per evitare di aggravare la già delicata situazione. Se l'aggressore è armato la vittima può ricorrere all'uso di armi occasionali con oggetti di uso comune: il casco, una rivista arrotolata e la sciarpa possono servire come arma sia per colpire che per distrarre, il giubbotto e lo zaino sono ottimi scudi contro le armi da taglio. La vittima può richiedere l'aiuto di altre persone: questi possono agire direttamente ed immediatamente per difendere il diritto violato, possono chiamare i soccorsi o richiamare l'attenzione di altro pubblico per scoraggiare l'aggressore nel proseguimento dei suoi atti criminali.

NB: qualsiasi oggetto atto ad offendere ed il suo possesso senza giustificato motivo non può essere portato fuori dalla propria abitazione ed il contravventore è punito con l’arresto e la multa (art. 4 legge 110/75). Con la parola “armi” si intendono anche i coltellini svizzeri portati al di fuori di un loro possibile contesto come il campeggio od una gita in campagna, comuni attrezzi da lavoro come martello e cacciaviti se portati impropriamente in auto, lo spray al peperoncino che in questi ultimi anni ha avuto un grande successo tra le donne.
L'art. 53 del Codice Penale (Uso legittimo delle armi) dispone che solo un pubblico ufficiale, o a chi lo ordina, può far uso delle armi o di mezzi di coazione fisica solo nel caso in cui sia costretto per necessità a respingere un atto di violenza.
L'art. 54 del Codice Penale (Stato di necessità) sancisce che non può essere punibile chi ha commesso il fatto se costretto dalla necessità di difendere sè o altri da un pericolo attuale o da un danno grave e non evitabile, sempre considerando il fatto proporzionale al pericolo.